News dai mercati: Tempo di investire in azioni


Articolo inserito il 29 luglio 2010

Alla fine della prima metà del 2010 l’indice della Borsa Rts è cresciuto del 7,3% fino a quota 1.339,35 punti, mentre l’indice MICEX ha guadagnato il 4,43% raggiungendo i 1.309,31 punti – Anche gli investimenti in bond corporate denominati in rubli delle società russe hanno fruttato agli investitori interessi pari all’8,2% in rubli - In un periodo di medio e lungo termine diventeranno più interessanti gli investimenti in titoli delle società coinvolte nella realizzazione dei maggiori progetti infrastrutturali e di quelli legati all’ammodernamento tecnologico dei settori strategici dell’economia russa, in primo luogo dell’agricoltura e dell’industria farmaceutica.


La prima metà del 2010 è stato un periodo deludente per gli investitori che operano sui mercati azionari: si sono registrati una serie di scivoloni preoccupanti e alcuni hanno lasciato sul terreno decine di punti percentuali.
In particolare, l’indice della Borsa di Shanghai è sceso del 27% e quello della Borsa spagnola Ibex-35 è diminuito del 22 per cento. Tra i Paesi emergenti con i sistemi economici in via di sviluppo per i quali l’agenzia Standard & Poor’s elabora gli indici d’investimento regionali S&P/IFCI più di altri sono stati colpiti l’Ungheria (-21,7%) e la Polonia (-17,9%).
Su questo scenario un po’ fosco i mercati azionari della Russia hanno dimostrato una performance abbastanza positiva.
Alla fine della prima metà del 2010 l’indice della Borsa Rts è cresciuto del 7,3% fino a quota 1.339,35 punti, mentre l’indice MICEX ha guadagnato il 4,43% raggiungendo i 1.309,31 punti. L’indice Paese della Russia di S&P è aumentato del 6,8 per cento.
Tra i Paesi BRIC peggio della Russia c’è soltanto l’indice borsistico del Brasile che ha perso il 14,6% secondo le stime di S&P.
Gli altri Paesi del gruppo BRIC si sono sviluppati nella prima metà del 2010 abbastanza bene: la Cina ha guadagnato nel periodo gennaio-giugno il 5,3%, mentre il mercato azionario dell’India è aumentato del 3,8 per cento.
È chiaro che nella situazione di una congiuntura piuttosto negativa dei mercati gli investitori hanno cercato strumenti finanziari in grado produrre risultati finanziari positivi, una sorta di “baie tranquille e sicure”. Nella prima metà del 2010 come isole di rifugio si sono rivelati il dollaro USA (l’indice del biglietto verde è cresciuto del 14,2%), nonché alcuni strumenti finanziari del mercato di commodities (in particolare il prezzo dell’oro è salito del 13,3%).
Anche gli investimenti in bond corporate denominati in rubli delle società russe hanno fruttato agli investitori interessi (a condizione di un re-investimento) pari all’8,2% in rubli. Ovviamente non tutti gli investimenti in obbligazioni hanno portato i soldi attesi dagli investitori: sono andati male gli investimenti in bond della Grecia, della Spagna e del Portogallo.
La preoccupazione per una possibile estensione dei problemi finanziari di questi Paesi sulla zona dell’euro è stato il principale fattore di pressione sui mercati azionari.
Inoltre, ha destato un gran timore la prospettiva di un possibile raffreddamento dell’economia cinese, che negli ultimi anni è stata la locomotiva che ha trainato verso la crescita l’intera economia mondiale.
Nonostante permangano molti problemi e alcuni fenomeni negativi continuino a disturbare l’economia internazionale, molti analisti sono d’accordo che la seconda metà del 2010 sarà più favorevole ai mercati azionari e che proprio le azioni manifesteranno nel periodo luglio-dicembre il maggiore ritmo di crescita tra tutti gli strumenti finanziari.
Nei mesi primaverili alcune grandi banche d’investimento della Russia, tra cui Troyka Dialog e la statale VTB Capital, hanno promosso le previsioni sulla performance dell’indice borsistico russo RTS, mentre alcuni esperti più ottimisti si aspettano che in dicembre l’indice della Borsa di Mosca RTS possa superare la soglia dei 2mila punti (1.365 punti il 10 di luglio 2010).
Da parte loro, gli analisti del gruppo finanziario Finam hanno avvertito che la crisi dei debiti dei Paesi europei, nonché un possibile rallentamento dell’economia della Cina rappresentano dei rischi supplementari per una rapida ripresa dell’economia mondiale dopo la crisi finanziaria, il che non potrà non esercitare una pressione negativa sui mercati finanziari della Russia e del mondo nei prossimi mesi.
Ciononostante, si prevede che tutti questi fattori negativi possano essere compensati dalla conservazione dei tassi di sconto a livelli bassissimi e dagli sforzi congiunti delle autorità statali e monetarie della Russia e della Ue per localizzare e per ridurre il più possibile l’eventuale impatto della crisi del debito in Europa sul settore reale dell’economia, che dovrà sostenere il trend positivo dell’economia mondiale.
Dopo la recente “correzione” del 17%, i titoli russi sono molto appetibili agli occhi degli investitori: mentre all’inizio del secondo trimestre per trovare possibilità interessanti bisognava rivolgersi alle azioni della “seconda” fila, all’inizio della seconda metà dell’anno anche molti titoli del gruppo “blue chips” si presentano molto bene.
Malgrado la volatilità dei mercati russi, molti analisti vedono un buon potenziale di crescita delle azioni russe in prospettiva, fino alla fine del 2010.
Secondo gli analisti del gruppo finanziario-bancario Uralsib, nel medio e lungo termine saranno più interessanti gli investimenti in titoli delle società coinvolte nella realizzazione dei maggiori progetti infrastrutturali e di quelli legati all’ammodernamento tecnologico dei settori strategici dell’economia russa, in primo luogo dell’agricoltura e dell’industria farmaceutica.
Infine, hanno buone prospettive di crescita le azioni delle società dei settori tecnologici sostenuti dallo Stato e anche di quelli legati allo sviluppo e alla diversificazione dell’economia nazionale della Russia.



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